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Giovani autori di reato – quale futuro? ne abbiamo parlato alla conviviale

Sicuramente sarà un tema di grande attualità, ma non possiamo negare che è un tema che ha toccato e toccherà ognuno di noi, sia nelle vesti di genitori, che nelle vesti di cittadino; e allora la domanda è: “quale futuro?”, ne abbiamo parlato ieri con la Dottoressa Viviana Censi, nella doppia veste di Psichiatra e dirigente ASL RM5 in un percorso dove, nel nostro piccolo abbiamo analizzato, ove possibile, sia le cause che gli effetti del disagio giovanile trasformando la serata in una tavola rotonda con un bellissimo scambio di idee soprattutto tra gli ospiti presenti in sala; a cominciare dalla nostra amica Cristina Rossi, assessore ai servizi sociali , servizi socio-sanitari ed integrazione, oltre alla professoressa Margherita Valente, storica preside dell’istituto Giovanni XXIII di Guidonia e al professore Alessandtro Fratta, docente del liceo Musicale di Guidonia.
Visto l’argomento di prioritaria importanza, anche altri ospiti hanno fatto sì che la loro presenza diventasse un punto di aggregazione nella conviviale di ieri, a cominciare, oltre ai già citati, dall’avvocato Maria Claudia Colasanti, dalla dottoressa Germana Moretti, dalla dottoressa e già nostra conoscenza Katia Galli dal Rotary Club roma Acquasanta, dalla dottoressa Elisa Sforza del Lions Club Tivoli Host, oltre al notaio Erika Zerba Meli ed al marito medico chirurgo Emilio Gentile Warschauer, a cui il presidente ha esteso gli auguri al nome del Club per l’apertura dello studio professionale in zona.
La dottoressa Censi ci ha fatto riflettere su un dato allarmante, quello dei minori e giovani in carico al sistema della giustizia italiana che ha rappresentato, purtroppo, una crescita del 25% dal 2022 al 2025, arrivando a toccare addirittura 572 presenze negli istituti penali per minorenni, sottolineando il fatto che non stiamo assistendo ad un’esplosione della devianza giovanile, ma ad un’espansione delle risorse penali. Durante la conviviale si è anche parlato dei fattori e soprattutto delle problematiche che spingono i giovani ad aderire e partecipare a piccoli “contesti criminali” (virgolettato d’obbligo in questo caso), dai problemi familiari, dal tessuto sociale o difficoltà relazionali o di inclusione nel tessuto sociale, senza tralasciare anche l’aspetto (e l’abuso, ahimè) di piattaforme informatiche come i social network che se utilizzati male, spesso vengono utilizzati come strumento per rafforzare le identità di gruppo o, spesso come accade, generare processi di emulazione o autoassolvimento; fino a toccare l’argomento della formazione, che grazie all’intervento della professoressa Valente, abbiamo capito che la formazione è una costante che non si finisce mai di applicare e ricevere.
In conclusione, possiamo prendere in prestito le parole del filosofo francesce Joseph Joubert, il quale diceva che “i giovani hanno più bisogno di esempi che di critiche“; e proprio per questo, il Rotary Club, soprattutto quello di Guidonia Montecelio, è da sempre in prima linea per combattere il disagio giovanile, come vuole una delle 5 vie d’azione del sodalizio della ruota dentata, anche per questo motivo che stiamo cercando di piantare un seme vero, sano e onesto e saremo certi che crescerà una pianta forte e rigogliosa, pronta a dare ulteriori bei frutti.