“Afriche – inferno e paradiso” – due parole con l’autore
Nell’abito della tradizionale chiusura estiva con la consueta presentazione del libro da leggere sotto l’ombrellone, quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare Don Giulio Albanese, missionario comboniano, giornalista e scrittore, profondo conoscitore delle dinamiche politiche, sociali e culturali dell’Africa contemporanea che ha dedicato parte della sua vita al continente nero e ieri ci ha raccontato un pezzo di quello che al giorno d’oggi è il continente più giovane, ma anche ancestrale. Grazie alle pagine del suo libro “Afriche – Inferno e Paradiso” – viaggio in un continente dai mille contrasti, abbiamo avuto modo di conoscere un continente ricco di risorse naturali, eppure povero. Depredato e vittima, oggi con tutte le carte in regola per riscattarsi. Abbiamo scoperto la storia dell’Africa (o meglio, delle Afriche) tramite le parole di Giulio accompagnato dal nostro Amico Gianni Cipriani, testimone e timoniere di un viaggio verso uno dei continenti più affascinanti e misteriosi, scoprendo la storia del continente; dalla conquista dei Romani al periodo coloniale del 1700 quando le potenze europee hanno depredato il continente nero e cui le ripercussioni sono visibili ancora oggi. Abbiamo scoperto, grazie a Giulio, i 3000 popoli variegati che vivono in Africa e che rappresentanto il miliardo e 600 mila persone in un continente grosso 3 volte e mezzo l’Europa, e che, secondo le stime nel 2050 potrebbe raggiungere i 2 miliardi e mezzo, complice anche l’alto tasso di natalità e l’età media degli abitanti che in alcuni paesi non raggiunge i 20 anni. Abbiamo scoperto le mille contraddizioni che caratterizzano il paese, dal benessere di un paese sviluppato come il Sud Africa al paese più povero come il Burundi, passando per lo sviluppo socio-economico dei paesi dell’area del Maghreb o dell’Angola, fino a paesi coinvolti in conflitti che sembrano non terminare più come Congo e Ruanda fino alla corruzione, ahimé, presente in gran parte del continente, causata spesso da grandi multinazionali predatrici delle risorse come Cobalto, Litio o Lantanio di cui l’Africa è piena e che sono necessari nella vita di tutti i giorni, anche per te che stai leggendo questo articolo visto che sono componenti fondamentali negli smartphone e nei circuiti elettronici.
Il testo presenta un libro che offre una riflessione geopolitica originale sui flussi migratori dall’Africa, invitando a superare stereotipi e a comprendere le cause profonde della mobilità umana. L’opera denuncia le responsabilità dei modelli economici imposti negli ultimi decenni e propone una nuova architettura economico‑finanziaria globale. In conclusione, il libro incoraggia a guardare all’Africa non solo attraverso le sue ferite storiche, ma anche come luogo di speranza, innovazione e rinascita. Riprendendo anche le denunce di papa Francesco durante il suo viaggio in Africa, accompagnato proprio da Don Giulio, il libro propone un cambio di paradigma economico‑finanziario mondiale, fondato sui principi della Dottrina sociale della Chiesa, che unisce fede e responsabilità sociale.
Possiamo concludere che questa fatica letteraria costituisce un invito a guardare oltre la superficie per cogliere, accanto alle ferite ancora aperte del colonialismo africano e alle sfide quotidiane, anche i semi di speranza, innovazione e rinascita del continente… e noi del Rotary ne condividiamo in pieno.
La serata è poi proseguita con la consueta conviviale dei saluti estivi presso il ristorante “La Sibilla” di Tivoli dove a farci compagnia, oltre al sindaco di Tivoli, anche gli amici del Rotary club di Tivoli capitanati dal presidente Alessandro Mattoni che, insieme a noi hanno potuto ascoltare sia le parole di don Giulio ma anche la cantante lirica Ilenia Lucci che ci ha omaggiato con l’inno d’Italia in apertura di conviviale.
La serata si è conclusa, come da tradizione, con il consueto brindisi per le vacanze estive ed il classico “Buone Vacanze”.


